Emmanuele F.M. Emanuele "La Ricerca Scientifica nel nostro paese: il ruolo della Fondazione Roma" - VENERDÌ 14 Novembre 2014 ore 17.00

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Prof. Avv. Emmanuele F.M. Emanuele, Presidente Fondazione Roma

"La Ricerca Scientifica nel nostro paese: il ruolo della Fondazione Roma"

Il tema del ruolo della ricerca scientifica nel nostro Paese, e la presenza come protagonista attivo in detto ambito della Fondazione è l’occasione per ribadire tesi da me espresse in ogni contesto pubblico da diversi anni a questa parte, ed in particolare, per far arrivare ai decisori politici l’allarme e la preoccupazione di tutti coloro che a diverso titolo operano nel settore di strategica importanza per il Paese, che presenta elementi di criticità di lunga data, ma anche potenzialità ed esempi di eccellenza di assoluto rilievo.

A fronte di un progressivo ridimensionamento dei fondi pubblici, e della costante scarsa attenzione dei privati for profit, che fanno sì che l’Italia sia in fondo alle classifiche internazionali per entità di spesa investita, il livello qualitativo della ricerca italiana risulta di grande rilievo proprio su un piano di competizione internazionale. Esistono, certamente, ragioni di grande allarme per lo stato della ricerca in Italia, ma anche motivi di orgoglio e di speranza. Si tratta di lavorare per far prevalere i secondi, ridimensionando le prime.

Alcune mie proposte.

 L’università e la ricerca italiana hanno bisogno di una profonda e strutturale riforma della governance, oltreché di maggiori risorse da parte del soggetto pubblico e dei privati. Occorrono anche una razionalizzazione e semplificazione delle leggi vigenti in materia, la concentrazione ed il coordinamento dei programmi, degli interventi e delle risorse disponibili a livello nazionale e regionale, nonché l'abolizione del valore legale del titolo di studio.

La Fondazione Roma, antica istituzione privata filantropica, parte qualificata di quella galassia che io chiamo “terzo pilastro”, è da anni protagonista nel settore, senza, tuttavia, avere la pretesa di dare soluzioni definitive. In un’ottica sussidiaria, essa è fortemente impegnata in ambito locale in tutti i settori cruciali del welfare, costituendo un volano per le migliori energie esistenti sul territorio, e mettendo in campo iniziative che sono di grande impatto e che offrono un valore aggiunto significativo.

Il campo della ricerca scientifica è tradizionalmente presidiato dalla collaborazione con la Fondazione G.B. Bietti per lo Studio e la Ricerca in Oftalmologia Onlus, ed in particolare, mediante il sostegno all’attività di ricerca sul glaucoma, nell’ambito dell’oncologia e tossicologia oculare, che ha condotto alla pubblicazione di numerosi lavori scientifici su riviste internazionali. Inoltre, proprio per sostenere la migliore ricerca sul territorio, la Fondazione, dopo quella positivamente conclusasi nel 2008, ha lanciato due nuove call for proposals per oltre 10 milioni di euro, la prima riservata a progetti di ricerca indirizzati alla comprensione dei meccanismi molecolari e all'individuazione di nuovi target terapeutici delle malattie cronico-degenerative non trasmissibili (NCDs) nell'anziano, ed in particolare a quelle derivanti da erronei stili di vita, che hanno un impatto notevolissimo sui costi della sanità pubblica; la seconda centrata sullo studio di una malattia rara, la retinite pigmentosa, patologia che porta progressivamente a cecità ed è considerata da anni malattia sociale. Inoltre, grazie al contributo della Fondazione, la Facoltà di Farmacia e Medicina dell’Università di Roma “La Sapienza” potrà disporre di un laboratorio di Proteomica equipaggiato con strumentazione di ultima generazione. La Proteomica rappresenta oggi uno degli strumenti più importanti per la comprensione dei fenomeni fisiologici e patologici praticamente in tutti i settori della ricerca biomedica. Nell’ambito degli interventi nel settore della ricerca scientifica trovano collocazione anche le attività di “think tank”, cui la Fondazione si dedica ormai da molti anni, nella prospettiva di consolidare il proprio ruolo di analizzatore e propositore in rapporto alle grandi sfide che investono la società contemporanea. Dette attività si sono concentrate intorno al tema del sistema del welfare e delle sue fragilità, concretizzandosi in una serie di importanti convegni, nonché di progetti di ricerca, come quello sulla sua sostenibilità economico-finanziaria, in collaborazione con la Fondazione Rosselli, e quello denominato “Wel.com.e. (Welfare for Community Empowerment) Verso un welfare di comunità”, finalizzato a sperimentare e validare sul territorio, nel caso di specie nell’area di Castel di Guido nei pressi di Roma, modelli di welfare di comunità, capaci di coniugare partecipazione civica, sussidiarietà, inclusione sociale e nuove forme di economia civile.

Al di là dei singoli progetti, pur rilevanti e degni di attenzione quali modelli replicabili in altri contesti, se la Fondazione Roma sta assolvendo positivamente al difficile compito che si è scelta lo si deve, innanzitutto, alla mia determinazione nel voler ottemperare, in sostanziale solitudine rispetto al contesto delle altre Fondazioni, al disegno del legislatore, che voleva che esse si dedicassero esclusivamente alle attività di utilità sociale, disinteressandosi progressivamente degli assetti e della gestione delle banche partecipate. I fatti mi stanno dando ragione. In secondo luogo, lo si deve agli eccellenti risultati conseguiti sotto il profilo reddituale, e alla cessione della partecipazione bancaria, nonché alla gestione diversificata ed attentamente monitorata del patrimonio della Fondazione. Essa, dunque, sta facendo pienamente la sua parte, dando attuazione alla sua missione di solidarietà, rinnovata in base al contesto presente, concorrendo in ambito locale a sostenere l’intero Paese verso l’uscita dal tunnel della crisi e del declino.