Elisabetta Barbi "Demografia della longevità umana" - 20 dicembre 2018 ore 17.00

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 Elisabetta Barbi, Associato Dipartimento Scienze Statistiche, Sapienza Università di Roma

"Demografia della longevità  umana"

Gli importanti progressi nel declino della mortalità che si sono verificati negli ultimi decenni in molti paesi sviluppati hanno permesso a un numero crescente di persone di godere di una vita sempre più lunga. Alcuni di loro hanno avuto una vita eccezionalmente lunga. E’ il caso, ad esempio, della francese Jeanne Louise Calment, la persona più longeva della storia, nata il 21 febbraio 1875 e deceduta il 4 agosto 1997 all'età di 122 anni, 5 mesi e 14 giorni. Oppure di Emma Morano, la persona più longeva in Italia e la seconda persona più longeva in Europa dopo Jeanne Calment, nata a Verbania il 29 novembre 1899 e morta il 15 aprile 2017 all'età di 117 anni, 4 mesi e 16 giorni. Entrambi questi casi sono pienamente documentati.

Il recente aumento della popolazione dei centenari e degli ultracentenari è una conseguenza del declino della mortalità che si è verificato negli ultimi decenni in particolare dopo gli 80 anni di età. Poiché per il futuro sono attesi ulteriori progressi nel declino della mortalità alle età elevate, si prevede che il numero di individui particolarmente longevi continui ad aumentare. Studiare la dinamica della mortalità di questo specifico segmento della popolazione è di grande interesse per la ricerca nel campo della senescenza e della longevità.

Tuttavia la mancanza di dati affidabili sugli ultracentenari ha alimentato un controverso dibattito tra gli scienziati di tutto il mondo. La comunità scientifica si è divisa tra chi sostiene che la curva dei rischi di mortalità continui ad aumentare esponenzialmente con l’età e chi invece argomenta che essa deceleri e raggiunga un livello costante (plateau) alle età più elevate, mimando il comportamento di altre specie animali.

Un recente studio su dati accuratamente documentati sui semi-supercentenari italiani (coloro che superano l’età di 105 anni) stima per la prima volta la mortalità alle età avanzate con una accuratezza e precisione che non era stata finora possibile. I risultati della ricerca portano a concludere che la curva di mortalità cresce esponenzialmente fino all’età di 80 anni circa, ma poi decelera fino a raggiungere un plateau dopo i 105 anni. La scoperta del plateau è cruciale per la comprensione dei meccanismi alla base della senescenza e della longevità umana. Essa costituisce una prima cruciale conferma del ruolo giocato dalla sopravvivenza selettiva e fornisce la necessaria chiarezza empirica per il progresso degli studi che riguardano le teorie evolutive sulla senescenza.

Lo studio inoltre evidenzia come il rischio di mortalità diminuisca nel tempo anche a queste età estreme, suggerendo che, se esiste un limite alla longevità, questo non è stato ancora raggiunto.

D’altra parte, alcuni ricercatori sostengono che la durata della vita abbia raggiunto il suo limite biologico. Dal 1997, nessuno ha superato o raggiunto il record di Jeanne Calment di 122.5 anni, nonostante il crescente numero di persone che raggiungono età estreme. Anche in Italia, il record di 117.4 anni di Emma Morano non è stato battuto. Questi record rimasti imbattuti sono stati considerati come la prova che la longevità umana si stia avvicinando ad un limite biologico.

Sulla base del dataset italiano sui semi-supercentenari e del loro rischio di mortalità, è stato possibile calcolare la probabilità che almeno un individuo tra i semi-supercentenari italiani replichi gli attuali record di longevità. I risultati suggeriscono che il record di Emma Morano sarà probabilmente raggiunto (e forse superato) in un futuro non troppo lontano e che anche il record di Jeanne Calment, sebbene straordinario, è del tutto plausibile.