Francesco Violi "Piastrine, infiammazione e arteriosclerosi"

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Francesco Violi, Ordinario di Medicina Interna, Sapienza, Università di Roma

Piastrine, infiammazione e aterosclerosi.

Lo stress ossidativo  sembra giocare un ruolo chiave nella genesi e nella progressione della malattia aterosclerotica attraverso l’ossidazione del colesterolo LDL, l’induzione di uno stato pro- infiammatorio della parete arteriosa, la riduzione delle funzioni vasodilatatorie e antipiastriniche dell’endotelio vasale. Studi in vitro ed in vivo hanno avvalorato questa ipotesi dimostrando come alcuni marcatori di stress ossidativo, come gli isoprostani, eicosanoidi derivati dall’ossidazione dell’acido arachidonico, siano aumentati in modelli di aterosclerosi. Gli isoprostani sono stati inoltre localizzati nella placca aterosclerotica umana e sono stati trovati aumentati in diverse condizioni cliniche a rischio di complicanze aterosclerotiche.

Fra tutte le sorgenti enzimatiche di radicali liberi dell’ossigeno (ROS) presenti sulla parete vasale, la NADPH ossidasi rappresenta il più importante produttore di anione superossido, un ROS in grado di inattivare l’ossido nitrico, potente molecola vasodilatatrice ed antipiastrinica prodotta dalle cellule endoteliali.

Diversi studi hanno indicato che le piastrine, in analogia a altre cellule ematiche circolanti, siano in grado di produrre ROS attraverso l’attivazione della NADPH ossidasi.

Gli isoprostani, prodotti in seguito all’iperproduzione di ROS, sembrano a loro volta contribuire alla fase tardiva dell’aggregazione piastrinica e quindi alla formazione del trombo, la complicanza più temibile dell’aterosclerosi.

La ricerca di nuove molecole “anti-piastriniche” in grado di inibire la produzione di ROS e quindi la formazione degli isoprostani potrebbe rappresentare  un approccio innovativo e promettente nel trattamento dell’aterosclerosi e delle sue complicanze.

 

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