Vincenzo Di Marzo "Il sistema endocannabinoide" - 16 Aprile 2015 ore 17.00

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Prof. Vincenzo Di Marzo, Primo Ricercatore dell' Endocannabinoid Research Group dell' Istituto per la Chimica di Molecole di Interesse Biologico del CNR di Napoli

 

"Il sistema endocannabinoide"

Gli endocannabinoidi sono piccole molecole segnale che utilizzano gli stessi recettori di membrana a cui si lega anche il principale costituente psicotropo della cannabis, il THC (Δ9-tetraidrocannabinolo). Gli endocannabinoidi hanno natura lipidica e derivano da un acido grasso polinsaturo, l’acido arachidonico. Essi vengono prodotti a partire da precursori biosintetici di tipo fosfolipidico e attivano un particolare tipo di recettori accoppiati a proteine G (GPCR), i recettori dei cannabinoidi di tipo 1 (CB1), molto abbondanti nel cervello ma anche in tessuti periferici, e di tipo 2 (CB2), espressi invece principalmente in cellule del sistema immunitario. Nel sistema nervoso centrale (SNC) gli endocannabinoidi svolgono una funzione neuromodulatoria, molto spesso di tipo retrogrado. In tal modo, essi ricoprono un ruolo importante in vari tipi di plasticità sinaptica e nei processi cognitivi, motori, sensoriali e affettivi a essi correlati. Inoltre, in alcune condizioni patologiche, acute o croniche, dell’SNC, come durante l’epilessia o nelle malattie neuroinfiammatorie e neurodegenerative, gli endocannabinoidi, attivando recettori sia CB1 sia CB2, possono svolgere un ruolo pro-omeostatico e neuroprotettivo. Di contro, come tutti i segnali chimici, anche il signaling degli endocannabinoidi è soggetto a mancata regolazione, così da contribuire all’eziologia o ai sintomi di alcune patologie, quali l’obesità e disordini metabolici correlati, l’infiammazione aterogenica, la fibrosi epatica, ecc.. Infatti, tale sistema di mediatori lipidici e recettori di membrana, denominato “sistema endocannabinoide”, partecipa ad importanti funzioni fisiologiche e a numerose patologie anche fuori dal SNC, e praticamente in tutti gli organi e i tessuti periferici, anche non nervosi.

I due principali endocannabinoidi sono l’anandamide (N-arachidonoil-etanolammina) e il 2-AG (2-arachidonoil-glicerolo). Questi composti, oltre ad interagire con i recettori CB1 e CB2, hanno anche altri target molecolari, quali, ad es. i canali transient receptor potential of vanilloid type-1 (TRPV1), attivati dal principio pungente del peperoncino rosso, la capsaicina. Inoltre, le vie metaboliche responsabili della biosintesi e degradazione dell’anandamide e del 2-AG, e gli enzimi che le catalizzano, sono spesso condivisi con altri mediatori lipidici appartenenti alle famiglie delle ammidi e degli esteri bioattivi di acidi grassi a lunga catena. Tali “congeneri” degli endocannabinoidi hanno, nella maggior parte dei casi, target molecolari diversi da CB1 e CB2, appartenenti alle famiglie dei GPCR, dei canali ionici e dei recettori nucleari. Infine, l’anandamide e il 2-AG sono biosintetizzati e catabolizzati da pathways ed enzimi “ridondanti”, che spesso portano alla formazione di ulteriori lipidi bioattivi. La complessità del sistema endocannabinoide è tale che oggi si parla sempre più spesso di “endocannabinoidoma”, e ha finora ritardato lo sviluppo di nuovi farmaci che possano sfruttare le funzioni pro-omeostatiche degli endocannabinoidi, o correggerne le disfunzioni.

 

La conferenza si terrà presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, Largo Francesco Vito 1 (aula Franceschini, piano terra del Nuovo Polo Giovanni XXIII, ingresso principale. Parcheggi P15-P11-P5).

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