Giuseppe Matarese "Ruolo della pressione metabolica nel controllo della tolleranza immunologica" - 4 Giugno 2015 ore 17.00

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Prof. Giuseppe Matarese, Ordinario di Patologia Generale, Università di Salerno

 

"Ruolo della pressione metabolica nel controllo della tolleranza immunologica"

Il campo che unisce immunità e metabolismo è sempre più in rapida espansione; difatti disturbi, apparentemente non immunologici come l'obesità e il diabete di tipo 2 sono stati collegati ad una disregolazione immunitaria suggerendo che alterazioni metaboliche possano essere indotte da, o essere conseguenza di, una alterata tolleranza immunologica. In questo contesto, un ruolo fondamentale è svolto dai "sensori metabolici intracellulari" come la proteina mTOR (in inglese mammalian target of rapamycin) che collegano lo energetico intracellulare alla funzione di cellule di controllo della tolleranza immunologica come le cellule T regolatorie (Treg). Nello specifico, le malattie autoimmunitarie ed infiammatorie croniche, spesso gravemente invalidanti, portano alla distruzione, da parte del sistema immunitario, dei costituenti propri del nostro organismo. Per esempio, nella sclerosi multipla si osserva la distruzione della mielina, responsabile dell'appropriata conduzione degli impulsi nervosi, danno che determina manifestazioni neurologiche quali debolezza muscolare, perdita del controllo dei movimenti, paralisi. Nonostante i grandi passi avanti nella comprensione delle cause di questa patologia, il meccanismo che porta alla perdita della 'tolleranza immunologica' non è ancora stato identificato del tutto. Abbiamo evidenziato che, nelle cellule T regolatorie dei pazienti con sclerosi multipla, un'eccessiva stimolazione del metabolismo energetico intracellulare determina un 'esaurimento funzionale' e un'alterazione della capacità di queste cellule di crescere e controllare l'infiammazione che distrugge la guaina mielinica. Inoltre, è stato evidenziato che la crescita delle cellule T regolatorie diminuisce con l'aggravamento della malattia, svelando uno stretto legame fra metabolismo, ridotta funzione delle cellule sentinella e progressione della sclerosi multipla. Questi parametri potrebbero essere quindi essere utilizzati come indici prognostici per l'identificazione precoce dell'andamento clinico della malattia, la cui evoluzione è spesso imprevedibile alla diagnosi. Infine, questi studi potrebbero aiutare a comprendere perché la sclerosi multipla è molto più comune nei paesi ricchi ed opulenti, dove si registra una 'pressione metabolica' nettamente maggiore rispetto a quella riscontrata nelle società meno avanzate.

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