Stefano Del Prato " Diagnosi e terapia del diabete: le nuove linee guida" - 14 aprile 2016 ore 17.00

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 Prof. Stefano Del  Prato, Ordinario di Endocrinologia, Università di Pisa


“Diagnosi e terapia del diabete: Le nuove linee guida”

Il diabete mellito è condizione sempre più diffusa. Sono oltre 400 milioni le persone affette nel mondo, un numero che le previsioni vedono raggiungere i 650 milioni entro il 2040 dei quali, circa il 90%, affetti da diabete mellito tipo 2.  Diabete vuole dire non tanto aumento della glicemia quanto, piuttosto, rischio di complicanze d’organo (retinopatia, nefropatia, neuropatia) e malattia cardiovascolare con notevole impatto sulla qualità di vita dei soggetti colpiti e aumento dei costi associati alla malattia. L’obiettivo ultimo del trattamento del diabete è quindi la riduzione delle complicanze croniche. Esiste, infatti, una forte relazione tra grado e durata dell’iperglicemia e il rischio di complicanze microvascolari e gli studi di intervento hanno dimostrato come il mantenimento di un buon controllo glicemico comporti una significativa riduzione della comparsa di complicanze d’organo. Anche per quanto riguarda le complicanze macrovascolari (coronaropatia, ictus, arteriopatia obliterante degli arti inferiori) esiste una relazione con il grado di iperglicemia. Peraltro, gli studi di intervento sono stati meno convincenti riguardo alla possibilità che il buon controllo glicemico possa ridurre il rischio di queste complicanze. Questa dissociazione è stata motivo di grande discussione ma sostanzialmente tre sono state le lezioni ricavate dagli studi di intervento sin qui portati a termine: 1. La necessità di porre una diagnosi quanto più precoce possibile cui far seguire da subito un’efficace terapia; 2. L’invito a considerare oltre all’iperglicemia anche le altre condizioni di rischio cardiovascolare che spesso si associano al diabete tipo 2 (obesità, ipertensione arteriosa, dislipidemia….), e 3. L’importanza di personalizzare la terapia. Oggi giorno sono ormai una dozzina le classi di farmaci disponibili al trattamento del diabete tipo 2, ognuno dei quali diretto verso i tanti meccanismi che contribuiscono all’instaurarsi della malattia e alla sua progressione nel tempo. Le sfide prossime future, quindi, sono quelle di una diagnosi quanto più precoce possibile in attesa di identificare strategie di prevenzione della malattia, identificare algoritmi di trattamento che siano rispettosi delle caratteristiche patogenetiche e delle esigenze dell’individuo e una sempre maggiore conoscenza del rapporto rischio-beneficio delle nuove e sempre maggiori opportunità di trattamento farmacologico. In quest’ottica il diabete mellito è, assieme , all’oncologia il primo banco di prova della medicina di precisione, recentemente enfatizzata non solo dal mondo medico ma addirittura da quello politico come testimoniato della “Precision Medicine Initiative” lanciata nel gennaio 2015 dal Presidente Obama.


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