Fiamma Buttitta "La biopsia liquida: utilità nel follow up dei tumori solidi" - 15 dicembre 2016 ore 17.00

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 Prof.ssa Fiamma Buttitta, associato di Anatomia Patologica, Dipartimento di Scienze Mediche, Orali e Biotecnologiche. Università degli studi “G. D’Annunzio” Chieti – Pescara

 

"La biopsia liquida: sua utilità nel follow up dei tumori solidi"

Negli ultimi anni,  l'identificazione di alterazioni mutazionali  a carico di specifici geni cruciali per lo sviluppo di alcune forme tumorali ha posto le basi per nuovi approcci terapeutici con farmaci a bersaglio molecolare. Pertanto, la analisi accurata di mutazioni target è obbligatoria per la migliore scelta terapeutica.

Attraverso l'acquisizione di ulteriori mutazioni (secondarie), i tumori nel tempo diventano eterogenei. L'eterogeneità consente al tumore di adattarsi alle varie condizioni del microambiente, comprese quelle determinate dall'effetto del trattamento con farmaci specifici ed è responsabile della resistenza acquisita.  Farmaci di nuova generazione, alcuni già approvati dagli enti regolatori e altri oggetto di studio nell’ambito di trials clinici, sono stati sviluppati per superare il problema della resistenza e aumentare la sopravvivenza dei pazienti neoplastici. L'identificazione della mutazione driver sensibilizzante, prima del trattamento in prima linea con uno specifico farmaco, è solitamente effettuata su tessuto o su campioni citologici. Quando il paziente è In progressione,  la comparsa di mutazioni che inducono resistenza dovrebbe essere verificata su tessuto ottenuto tramite una ri-biopsia. Tuttavia, diversi fattori limitano l’esecuzione della ri-biopsia, quali le condizioni del paziente, la difficoltà di accesso di alcuni siti tumorali e i rischi connessi alle procedure chirurgiche. In questi casi  il DNA circolante libero (cfDNA) può rappresentare un materiale biologico utile per l’esecuzione di indagini mutazionali in pazienti selezionati ed una valida alternativa alla ri-biopsia quando questa risulta sconsigliabile.

Procedure ad alta sensibilità sono necessarie per la rilevazione di queste aberrazioni genetiche. Oggi sono disponibili strategie tecnologiche validate e sensibili per rilevare le mutazioni nei geni driver prima di iniziare un trattamento mirato o per individuare la comparsa di mutazioni secondarie a progressione della malattia. L'uso di saggi multimarker, in particolare il next generation sequencing permette  di ridurre il tempo di lavoro, i costi per singolo test, la quantità di acidi nucleici necessari per esame, ma soprattutto di effettuare analisi accurate.

Recentemente, sono stati sviluppati metodi di rilevazione semi-quantitativi o quantitativi per la valutazione delle aberrazioni genetiche nel cfDNA con una serie di potenziali implicazioni cliniche. Una quantificazione accurata degli alleli mutati nel compartimento del cfDNA durante i primi giorni di trattamento potrebbe: a) integrare o sostituire metodi più costosi e invasivi per valutare la risposta nei pazienti trattati; b) rappresentare un nuovo modo per confrontare l'efficacia di farmaci diversi; c) essere un ulteriore strumento per valutare il miglior regime di trattamento per i pazienti. Inoltre, una valutazione quantitativa oltreché qualitativa dello stato mutazionale attraverso l’utilizzo del sangue,  durante il trattamento,  può consentire una diagnosi precoce di sviluppo di mutazioni inducenti  resistenza al fine di modificare l’approccio terapeutico prima dell’evidenza radiologica dello stato di progressione. Sono in corso vari trials clinici per validare  queste strategie terapeutiche.


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