Claudio Franceschi "Biologia e genetica dell'invecchiamento e della longevità umana" - 16 febbraio 2017 ore 17.00

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Prof. Claudio Franceschi, ordinario di Immunologia, Università di Bologna

 

 

"Biologia e genetica dell'invecchiamento e della longevità umana"

L’invecchiamento in salute e la longevità, nella loro complementarietà, rappresentano per l’uomo di oggi una fra le sfide principali di tutta l’umanità, con considerevoli effetti socioeconomici e ambientali. Il modello di studio che permette di identificare meglio tutte le variabili genetiche, epigenetiche e ambientali in gioco (stili di vita, nutrizione, esposizione a carichi antigenici) è quello dei centenari (e/o semi-super-centenari), in quanto questo modello analizza la popolazione che ha evitato o postposto tutte le malattie età-associate. I centenari hanno una genetica favorevole e questo diventa chiaro quando si confrontano i centenari con i soggetti che hanno sviluppato malattie con l’aumentare dell’età, come per esempio il diabete di tipo II. La complessità della genetica post-riproduttiva si esplica non solo con l’interazione delle diverse e numerose varianti geniche (per esempio: APOE, IL-6; MTOR; IGF), ma anche con l’interazione di altri genomi che sono parte integrante del “make up genetico umano”, quali quello mitocondriale e metagenomico, in particolare quello del microbioma intestinale. Il loro ruolo è studiato relativamente da poco tempo, ma l’effetto e il potenziale dei prodotti batterici nel nostro organismo è diventato di cruciale importanza per modificare il metabolismo o la funzionalità di diversi organi quali il fegato, il cervello, e tessuti quali il tessuto adiposo, muscolare e sistemi, quali il sistema immunitario. Ma questa genetica complessa (metaorganismo) da sola non spiega verosimilmente il successo dell’invecchiamento di questi soggetti. Nuove evidenze mettono in stretta relazione l’aspettativa di vita in salute con la biologia dello sviluppo, che tiene conto dell’ambiente materno in cui l’embrione ed il feto si sviluppano, della placenta che opera un importante ruolo di protezione, nutrizione ma anche di segnalazione infiammatoria (parto). E il processo infiammatorio che accompagna il processo di invecchiamento, o inflammageing, diviene cruciale per il rischio di sviluppare, o meno, processi patologici fino a divenire il substrato molecolare su cui l’invecchiamento avanza.

La sfida dei prossimi anni con l’impiego delle nuove potenti tecnologie, oggi in grado di ottenere dati ad altissima risoluzione sul DNA/RNA, sarà di identificare le traiettorie di invecchiamento in salute e non, e quindi di identificare targets molecolari per stabilire quando e dove intervenire terapeuticamente, al fine di permettere un invecchiamento in salute e, verosimilmente, di fermare lo stesso processo di invecchiamento, contrastando tutte le malattie età associate (Geroscienza).


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