Francesco Dieli "Immunologia della tubercolosi" - 20 aprile 2017 ore 17.00

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Prof. Francesco Dieli, ordinario di Immunologia, Dipartimento di Biopatologia e Biotecnologie Mediche, Università di Palermo

 

"Immunologia della tubercolosi"

 La tubercolosi è una malattia di interesse sociale, e nonostante cinque decenni di programmi di controllo e di ricerca, rimane la prima causa di morbidità e mortalità da parte di un singolo patogeno, con 8 milioni di nuovi casi e 1,5 milioni di morti ogni anno.

Inoltre, 2 miliardi di persone (oltre un quarto della popolazione mondiale) sono infettate in modo latente dal Mycobacterium (M.) tuberculosis, ma, questi bacilli dormienti hanno la

potenzialità di riattivarsi e causare la malattia, con un rischio di riattivazione di circa il 10%, ma che aumenta di 800 volte nei soggetti anziani, pazienti diabetici od oncologici, pazienti immunosoppressi e pazienti HIV-positivi o con AIDS.  Attualmente,  il  problema  della  tubercolosi  è  aggravato dall' emergere di ceppi di M. tuberculosis multi-resistenti (MDR) e estensivamente resistente (XDR) ai farmaci e dalla mancanza di un efficace vaccino. La vaccinazione contro la tubercolosi con il Bacillo di Calmette-Guerin (BCG), è utilizzata da quasi un secolo, ma la sua efficacia protettiva è altamente variabile  ed incompleta, in particolare contro la tubercolosi polmonare, la forma principale e contagiosa della malattia. L' effetto protettivo del BCG diminuisce negli adolescenti e la   rivaccinazione   non   conferisce   una   protezione   aggiuntiva.  Quindi, nuovi e migliori vaccini contro la tubercolosi sono urgentemente  necessari,  ma per essere in grado di sviluppare questi vaccini, occorre una migliore comprensione dei meccanismi responsabili delle risposte immuni protettive o  di  quelle  che viceversa danno luogo alla insorgenza della malattia.

È ben noto che i linfociti T svolgono un ruolo importante nella immunità acquisita contro il

M. tuberculosis, ma i fattori dell'ospite che determinano il motivo per cui alcuni individui sono protetti dall’infezione, mentre altri sviluppano la malattia, non sono chiari. Recenti studi hanno messo in evidenza come uno dei fattori determinanti nello sviluppo della malattia è rappresentato dal notevole ritardo con cui si instaura la risposta immunitaria adattativa contro il M. tuberculosis ed hanno rivelato alcuni dei meccanismi che contribuiscono a questo ritardo. Pertanto, una migliore comprensione dei complessi rapporti che si instaurano tra M. tuberculosis e sistema immune dell’ospite rimane il principale obiettivo per lo sviluppo di nuove strategie profilattiche e terapeutiche.


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