Paolo Miccoli "L'influenza della biologia molecolare sulle opzioni chirurgiche nel cancro differenziato della tiroide" - 11 maggio 2017 ore 17.00

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 Prof. Paolo Miccoli, ordinario di Chirurgia Generale, Dipartimento di Chirurgia, Università di Pisa

 

"L'influenza della biologia molecolare sulle opzioni chirurgiche nel cancro differenziato della tiroide"

Rispetto alla enorme incidenza dei noduli tiroidei il reperto di un carcinoma tiroideo, anche se esso ha ultimamente mostrato un significativo aumento nella popolazione, è un evento fortunatamente molto raro. Malgrado i notevoli progressi fatti dalla citologia per aspirazione dei noduli tiroidei, esiste una categoria di diagnosi citologica, che possiamo definire in vario modo come non conclusiva rispetto alla malignità o meno del nodulo stesso, che ancora incide in una proporzione notevole. Un importante ausilio diagnostico potrebbe venire dalla biologia molecolare soprattutto attraverso i test di mutazione genica nell’escludere o meno la natura neoplastica della lesione agoaspirata (ruling out).

Purtroppo anche usando dei panels che comprendono l’analisi di diversi geni e che sono già in commercio negli Stati Uniti, come “Afirma”®, la bassa incidenza di queste mutazioni nel carcinoma differenziato della tiroide non consente di considerarle ancora un fattore tale da migliorare significativamente la diagnosi pre operatoria. Pur a fronte di un alto valore predittivo positivo (PPV) tali analisi molecolari non si sono rivelate particolarmente efficaci nel validare una diagnosi di malignità a fronte di esami citologici o aspetti clinico-ecografici dubbi.

A fronte però di una scelta terapeutica in senso chirurgico questa diagnostica potrebbe rivelarsi molto efficace rispetto alla scelta della opzione terapeutica nella direzione di una maggiore o minore aggressività sia nell’approccio chirurgico che in quello medico  o eventualmente radioterapico. Questo è particolarmente vero proprio nei tumori papillari di piccole dimensioni dove, anche in base alle più recenti linee guida dell’American Thyroid Association, una chirurgia sempre più conservativa è raccomandata con crescente frequenza. Non vi è dubbio che i test genici giocheranno un ruolo sempre più rilevante nella scelta delle strategie terapeutiche dei tumori differenziati della tiroide, ma solo se opportunamente confrontati con tutti gli altri fattori di rischi.


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