Luca Battistini "Sclerosi multipla, risposta immunitaria e virus di Epstein Barr: interazioni pericolose" - 8 marzo 2018 ore 17.00

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Luca Battistini, Direttore del Laboratorio di Neuroimmunologia, Fondazione Santa Lucia, Roma

"Sclerosi multipla, risposta immunitaria e virus di Epstein Barr: interazioni pericolose"

La sclerosi multipla (SM) è la malattia infiammatoria cronica del sistema nervoso centrale più comune, ed è dovuta ad una complessa interazione tra fattori genetici e ambientali. Tra questi ultimi, il virus di Epstein Barr (EBV) mostra l’associazione più forte con la malattia, sulla base di dati siero-epidemiologici, tra cui l’aumentata prevalenza di EBV nel siero e elevati titoli anticorpali per antigeni di EBV (in particolare l’antigene nucleare 1, EBNA-1) nei pazienti rispetto alla popolazione generale. Inoltre, il rischio di sviluppare SM è molto basso negli individui che non sono mai venuti a contatto con EBV, ed esiste una correlazione significativa tra titolo serico di anticorpi anti EBNA-1 ed il rischio di sviluppare la SM. Infine, il rischio di SM aumenta in seguito alla mononucleosi infettiva. Oltre a queste evidenze sierologiche, è stato dimostrato che i pazienti affetti da SM presentano una frequenza elevata di linfociti T specifici per EBV.

Per caratterizzare la risposta EBV-specifica dei linfociti CD8 abbiamo utilizzato dei pentameri accoppiati a peptidi della fase litica e latente di EBV, e abbiamo così misurato la frequenza delle cellule CD8+pentamero+ nei pazienti con SM prima, durante, e dopo la terapia. Inoltre, i linfociti CD8+pentamero+ sono stati caratterizzati fenotipicamente e funzionalmente. Abbiamo infatti misurato l’espressione di molecole associate al differenziamento linfocitario e all’immunosenescenza, come KLRG-1 (Killer cell lectin-like receptor G1), in associazione na PD-1 (Programmed cell death protein 1, un regolatore negativo delle risposte immunitarie nonché marker di esaurimento cellulare), e il CD127 (recettore per l’interleuchina 7). L’espressione differenziale di queste molecole permette di identificare lo stato differenziativo e funzionale dei linfociti CD8+.

I dati suggeriscono che nei pazienti affetti da SM almeno due meccanismi influenzano la risposta a EBV: da un lato, i linfociti EBV-specifici presentano i caratteri delle cellule stimolate cronicamente, ossia hanno i marcatori di cellule terminalmente differenziate e senescenti, e questo è un processo irreversibile; dall’altro, alcune cellule EBV specifiche sono esaurite ed esprimono PD-1, e questo invece è uno stato reversibile. Verranno discussi anche gli effetti di alcune terapie immunomodulanti su queste sottopopolazioni i cellulari.


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