Mauro Torti "Oltre l’emostasi e la trombosi: implicazioni delle piastrine nella malattia di Alzheimer e nella metastasi tumorale" - 31 gennaio 2019 ore 14.00 Università Tor Vergata

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 Mauro Torti, ordinario di Biochimica, Università di Pavia 

"Oltre l’emostasi e la trombosi: implicazioni delle piastrine  nella malattia di Alzheimer e nella metastasi tumorale"

Le piastrine giocano un ruolo essenziale nei processi dell’emostasi e della trombosi e la loro incredibile reattività a numerosi stimoli extracellulari le rende un eccellente modello per lo studio dei processi di trasduzione del segnale.  Nei siti di lesione vascolare, le piastrine sono in grado di aderire alle proteine del sottoendotelio anche in condizioni di elevato flusso ematico grazie ad un ampio repertorio di recettori di adesione. In seguito alla loro attivazione, le piastrine cambiano forma, rilasciano il contenuto dei granuli intracellulari, producono eicosanoidi e infine aggregano, grazie al legame del fibrinogeno all’integrina aIIbb3 il quale funge da ponte molecolare tra piastrine adiacenti. La formazione dell’aggregato piastrinico rappresenta la prima efficace contromisura al sanguinamento, ma, in condizioni patologiche, può anche dare origine ad un trombo occludente

Accanto a queste ben caratterizzate funzioni nell’ambito dell’emostasi, è oggi ben documentato che le piastrine intervengono in un numero molto più elevato di processi fisiopatologici, tra cui l’infiammazione, la risposta immunitaria, l’angiogenesi, le malattie neurodegenerative, la crescita tumorale e la metastasi. La comprensione dei meccanismi molecolari con cui le piastrine regolano questi importanti processi rappresenta attualmente una delle più stimolanti ed promettenti aree di ricerca  nell’ambito della biologia di queste cellule.

In questa presentazione, dopo aver richiamato le essenziali funzioni emostatiche delle piastrine, verrà riassunto lo stato dell’arte e verranno presentati risultati recenti in merito al coinvolgimento delle piastrine nella malattia di Alzheimer e nella metastasi tumorali, oggetto di studio da presso il laboratorio di Biochimica delle piastrine al Dipartimento di Biologia e Biotecnologie dell’Università di Pavia.

La malattia di Alzheimer è caratterizzata dall’accumulo nella matrice extracellulare del cervello del peptide Ab, derivante dal metabolismo proteolitico della proteina precursore di amiloide, APP. La constatazione che la malattia di Alzheimer è associata e spesso preceduta dall’angiopatia amiloide cerebrale in cui il peptide Ab si accumula nelle pareti dei vasi cerebrali, ha portato all’elaborare della teoria vascolare per l’insorgenza e progressione della patologia. Verrà ricordato che le piastrine sono seconde solo ai neuroni per l’espressione di APP e sono in grado di immagazzinare il peptide Ab nei loro granuli per rilasciarlo in circolo dopo attivazione. Saranno illustrate recenti evidenze che documentano come il peptide Ab rappresenti un agonista piastrinico in grado di promuovere adesione, attivazione  ed aggregazione, suggerendo  un modello in cui la sua iniziale deposizione nella pareti dei vasi cerebrali possa innescare eventi microtrobotici in grado di contribuire al danno cerebrale aggravando la progressione della patologia.

Il coinvolgimento delle piastrine nella metastasi tumorale è ben documentata sia da studi clinici che da osservazioni su modelli animali. La capacità delle piastrine di legarsi alle cellule tumorali in circolo e, mascherandole, di proteggerle all’azione delle cellule del sistema immunitario rappresenta un ben noto meccanismo di supporto al processo metastatico. Recenti evidenze indicano però che, attraverso la loro interazione, le piastrine sono in grado in qualche modo di comunicare alla cellule tumorali inducendole ad assumere un fenotipo più aggressivo. Verranno descritte evidenze sperimentali che indicano come tale comunicazione intercellulare possa essere mediato dal rilascio di microparticelle. Sarà illustrato un recente modello che identifica un nuovo meccanismo a feedback positivo in cui le cellule tumorali istesse, interagendo con le piastrine, inducono il rilascio di microparticelle reattive che, a loro volta, attraverso un processo di internalizzazione, sono in grado di aumentare l’aggressività metastatica delle cellule tumorali stesse.

Le tematiche trattate nella relazione e i risultati sperimentali illustrati forniranno specifici esempi della incredibile versatilità della funzione delle piastrine, il cui ruolo fisiologico è oramai accertato andare ben oltre l’emostasi e la trombosi.


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